Abbazia di Santa Maria di Farfa

Ventiseiesima tappa 2025:
Abbazia di Santa Maria di Farfa (Rieti)
25 Ottobre 2025

Parola declinata: Ambiente

L’Abbazia di Farfa, in provincia di Rieti, è stata la protagonista della ventiseiesima tappa di In cammino che si è svolta sabato 25 ottobre. La scelta è ricaduta su questo complesso monastico non soltanto per l’imponente bellezza e l’importanza storica e spirituale, ma anche per la sua prossimità a Roma, meta conclusiva del nostro itinerario che raggiungeremo a breve, dopo il ventottesimo e ultimo appuntamento in programma.

Domenica 26 ottobre è stata anche l’occasione per visitare il Santuario della Madre del Buon Consiglio a Genazzano (Roma), retto dai Padri Agostiniani.

La parola selezionata per Farfa era Ambiente.

L’Abbazia benedettina di Santa Maria di Farfa si trova in località Fara in Sabina (Rieti), è stata fondata nel decennio del 560 ed è uno degli edifici religiosi più importanti del Lazio. In epoca medievale la sua magnifica biblioteca, insieme a quella di Montecassino, è stata di richiamo per molti studiosi italiani ed europei, monaci e laici, divenendo una delle culle di conservazione e propagazione del sapere lungo tutto il continente. Il monastero, così come l’antico borgo adiacente al complesso che ha conservato intatto il suo fascino medievale, prende il nome dal fiume Farfarus, menzionato da Ovidio nelle Metamorfosi, che scorre poco distante da questi luoghi.

Nella mattinata di sabato 25 ottobre, nella Sala intitolata al Cardinal Schuster – fu infatti lui che in qualità di Abate di San Paolo fuori le Mura negli anni Venti inviò a Farfa una comunità di monaci per rifondarne la vita cenobitica –, ha preso il via la ventiseiesima tappa con il seminario “Ambiente e agricoltura biologica”, che ha visto la partecipazione di Domenico Genovesi,  Agronomo della Riserva Naturale Regionale Nazzano Tevere; Claudio Serafini, Direttore di Organic Cities Network Europe; Carlo Triarico, Presidente dell’Associazione per l’Agricoltura biodinamica; Valentina Carlà Campa, dell’Associazione per l’Agricoltura biodinamica.

Negli interventi dei relatori è stato messo in evidenza come, secondo i dati dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), il settore agricolo sia responsabile di oltre il 90% delle emissioni nazionali di ammoniaca, pari a circa 349.000 tonnellate nel 2023. Queste emissioni, derivate principalmente dalla gestione degli allevamenti e dall’uso di fertilizzanti chimici, contribuiscono all’inquinamento atmosferico e alla formazione di particolato fine.

Il Rapporto ISPRA del 2025 sottolinea inoltre come la trasformazione del territorio incida negativamente sulla regolazione del clima, la conservazione della biodiversità e la protezione delle risorse idriche.

L’agricoltura biologica promuove pratiche colturali prive di sostanze chimiche di sintesi, favorendo la salute del suolo e degli ecosistemi. Il metodo biodinamico, basato su principi olistici e cicli naturali, ne è un’evoluzione che integra spiritualità, armonia e rigenerazione del terreno. I biodistretti sono territori in cui agricoltori, cittadini, istituzioni e operatori collaborano per valorizzare il biologico, creando filiere corte, economia circolare e coesione sociale. In questo contesto, la biodiversità diventa un pilastro fondamentale: coltivare varietà locali, preservare habitat naturali e promuovere la diversità genetica rafforza la resilienza agricola e ambientale. Tutti questi elementi concorrono alla costruzione di un’agricoltura orientata al bene comune: un sistema che non mira tanto al profitto quanto alla tutela della salute collettiva e alla salvaguardia del territorio.

La multifunzionalità agricola e l’agricoltura biologica rappresentano dunque una sinergia vincente per valorizzare il mercato dei prodotti agricoli, generando benefici economici, ambientali e sociali. Negli ultimi anni, le aziende agricole hanno ampliato le proprie attività oltre la semplice produzione, integrando servizi come agriturismo, educazione ambientale, trasformazione diretta e vendita locale. Questa diversificazione multifunzionale consente di aumentare il reddito, ridurre la dipendenza dai mercati globali e rafforzare il legame con il territorio. I prodotti bio sono sempre più richiesti da consumatori attenti alla salute e alla sostenibilità: secondo la Commissione Europea, il biologico promuove l’uso responsabile delle risorse, la tutela della biodiversità e il benessere animale.

Tra le problematiche affrontate durante il dibattito, anche quelle relative ai produttori biodinamici del Lazio, presenti nel seminario di Farfa.

Durante la pausa dei lavori della mattinata, si è svolta la visita all’Abbazia: a guidarci illustrandoci la storia di Farfa c’era il sacerdote e monaco benedettino Don Massimo Lapponi.

Nel pomeriggio è stata la volta del convegno “Coltivare i territori preservando l’ambiente. La biosostenibilità come chiave di svolta per il futuro” presieduto da Livia Pomodoro – titolare della Cattedra Unesco “Food Systems for Sustainable Development and Social Inclusion” presso l’Università Statale di Milano – e coordinato da Tonino Bettanini, Direttore di In cammino – Abbazie d’Europa.

Vista l’impossibilità di visitare la biblioteca, in fase di ristrutturazione da parte del Ministero, nella Sala Schuster è stata esposta per il convegno una cartina del 1700 con il vasto territorio appartenente in quell’epoca a Farfa.

“In questo nostro percorso che ha toccato molte Abbazie europee ed è iniziato nel 2023 da Canterbury – ha premesso la Presidente Pomodoro nell’aprire i lavori – abbiamo potuto constatare di persona l’estrema importanza di questi luoghi, di luoghi come Farfa: delle comunità miti e solidali in cui persone diverse stanno insieme, nonostante le differenze caratteriali, individuali o di pensiero, stanno insieme. E questo grazie alla spiritualità, alla conoscenza reciproca, alla mitezza e solidarietà umana e fraterna che le caratterizza. Un esempio che, attraversando la storia del continente, arriva fino a noi e che può e deve accompagnarci verso un futuro migliore rispetto al presente”.

Enrico Galantini ha portato i saluti di Paola Massardi, Capo Gruppo FAI Sabina: “Il Fondo per l’Ambiente Italiano in questi cinquant’anni della sua storia, è infatti nato nel 1975, ha conquistato rinomanza e rispetto nella nostra società grazie alle proprie attività di salvaguardia e divulgazione, divenendo un vero e proprio marchio di qualità. Nelle Giornate FAI d’autunno da poco svolte, il nostro Gruppo ha promosso la piccola Chiesa di Sant’Adamo a Cantalupo in Sabina, sulla Via Salaria, un importante edificio risalente al XII secolo dedicato all’eremita Adamo e che conserva tra l’altro degli importanti affreschi del Quattrocento. E’ stato un successo che ha visto la partecipazione di quasi cinquecento persone, di cui i due terzi provenienti da Roma. Per i ‘Luoghi del Cuore’ del FAI abbiamo invece candidato il fiume Farfa, un piccolo ma storicamente rilevante corso d’acqua che confluisce nel Tevere e che ha ricevuto 3.500 voti”.

Claudio Serafini, Carlo Triarico e Valentina Carlà Campa, hanno poi riportato una sintesi degli argomenti discussi durante il seminario della mattinata.

Carlà Campa ha rimarcato le tante sfaccettature dell’agricoltura biologica, dall’aspetto sociale a quello pratico ed economico che coinvolge le aziende del bio, le quali sono per vocazione dei presidi territoriali che contrastano lo spopolamento delle aree rurali mantenendo vive le tradizioni locali e tutelando il paesaggio. Sono inoltre dei centri di educazione e cultura: attraverso fattorie didattiche, laboratori e percorsi esperienziali trasmettono ai più giovani conoscenze agro-ecologiche e valori ambientali. Sono attori del welfare rurale: offrono servizi del tipo agricoltura sociale, inserimento lavorativo, supporto a persone fragili e attività terapeutiche. E sono nodi di economia circolare: promuovono filiere corte riducendo gli sprechi e valorizzando le risorse locali.

Si è anche fatto rilevare che le donne imprenditrici sono sempre più protagoniste nel settore agricolo, portando visioni innovative che integrano sostenibilità, qualità e relazione con il territorio. In questo contesto, l’innovazione non è solo tecnologica, ma anche culturale e organizzativa, traducendosi in nuovi modelli di produzione, distribuzione e comunicazione.

Carlo Triarico: “L’Associazione per l’Agricoltura biodinamica è legata alla figura di Giulia Maria Crespi, scomparsa nel 2020, fondatrice e Presidente onoraria del FAI nonché tra i fondatori della nostra Associazione, di cui è stata Presidente onoraria. Lei è stata tra i primi a introdurre l’agricoltura biodinamica in Italia, praticandola già nel 1976 nell’azienda di famiglia nei pressi di Pavia… Uno dei problemi che ci troviamo ad affrontare oggi in questo e in altri contesti, è la criticità se non la mancanza della figura dello Stato, perciò ci poniamo la questione in quale modo le associazioni come la nostra possono andare incontro ai privati cittadini. Occorre ritornare a un ideale di umanità, di comunità e sussidiarietà…”.

Claudio Serafini: “Che fine ha fatto il Green Deal europeo lanciato nel 2019? Mi pare questa una domanda più che legittima da porsi, sia per l’obiettivo dell’impatto climatico zero da raggiungere entro il 2050, sia per la sostenibilità riguardo a settori strategici quali energia, trasporti, industria e agricoltura, con la riduzione delle emissioni di gas serra, la promozione dell’economia circolare e la protezione della biodiversità, senza perdere di vista il benessere generale dei cittadini europei… Riguardo alla superficie delle coltivazioni bio, la domanda è superiore oggi all’offerta, con tutta una serie di prodotti di origine biologica importati ad esempio dall’Africa… Nei sei mesi del 2025 le imprese attive nel nostro Paese sono diminuite dello 0,6%, mentre dal 2023 a metà di quest’anno oltre 677.000 aziende hanno cessato l’attività… Abbiamo perciò bisogno di discussione e di incontri, incontri itineranti sulla traccia di questi promossi dalla Presidente Pomodoro… Organic Cities propone a partire da dicembre un ‘Viaggio attraverso l’Europa del futuro’ che toccherà città e Paesi bio con l’intento di stilare un documento dal basso, presentando le priorità e le necessità concrete del biologico a livello europeo”.

Ha preso parte al convegno anche Don Massimo Lapponi OSB, che ha ripercorso a grandi linee la storia di Farfa: “Il territorio appartenente all’Abbazia nei momenti di massimo splendore copriva una fascia di possedimenti tanto vasta che andava dal Mar Tirreno al Mediterraneo, intrecciando rapporti politici ed economici sia con l’imperatore che con la Santa Sede… La Farfa di oggi non è certo quella del Medio Evo… Facciamo in questo caso tesoro delle parole di Carlo Cattaneo, il quale ci avverte che la dimensione materiale dei siti dipende dalla loro dimensione immateriale… Questa è un’Abbazia benedettina: qual è la differenza tra i monaci e i frati dell’Ordine dei Predicatori come ad esempio i Domenicani? Il primo punto è la cura della casa, difatti i predicatori predicano mentre i monaci praticano. Quest’ultimi fanno voto di povertà e tutti i beni appartengono al monastero, la loro casa comune. C’è poi il voto di obbedienza all’Abate, oltre agli altri voti fondamentali. Attraverso i secoli i monasteri hanno mantenuto ferma la loro struttura interna basata sulla Regola dettata da San Benedetto…”.

I lavori sono stati chiusi dall’intervento finale di Livia Pomodoro: “Qui a Farfa abbiamo trovato tanta bellezza, nata anche dalla sinergia tra città e campagna, simbolicamente ben rappresentata dal piccolo fiume Farfa che si getta e abbraccia il grande Tevere… Occorre una nuova alleanza tra città e campagna, sotto gli auspici di una partecipazione veramente democratica alla vita delle stesse. Un contributo fondamentale in tal senso lo possono dare cultura e conoscenza: conoscenza in generale e mirata verso questi borghi diffusi sul territorio… E ciò per dare una speranza di futuro a noi stessi e ai nostri giovani”.

Dalle ore 9:00 alle ore 13:00 – Seminario
Sala Schuster, Abbazia di Farfa
 Via del Monastero, 1 Farfa
Ambiente e Agricoltura biologica

Introduzione di Domenico Genovesi, Riserva Naturale Regionale, Nazzano Tevere

Intervengono:
Claudio Serafini, Direttore di Organic Cities Network Europe
Carlo Triarico, Presidente dell’Associazione per l’Agricoltura biodinamica
Valentina Carlà Campa, Associazione per l’Agricoltura biodinamica

Dalle ore 11:00 alle ore 11:30 – Pausa con visita guidata all’Abbazia

Ore 15:00 – Convegno
Sala Schuster
Coltivare i territori preservando l’ambiente.
La biosostenibilità come chiave di svolta per il futuro

Presiede Livia Pomodoro, titolare della Cattedra Unesco “Food Systems for Sustainable Development and Social Inclusion” presso l’Università Statale di Milano

Coordina Tonino Bettanini, Direttore di In cammino – Abbazie d’Europa
Saluti di S.E. Rev.ma Monsignor Ignazio Sanna, Commissario Pontificio dell’Abbazia di Farfa
e di Mons. Paolo Gilardi, Vicario Generale della Diocesi di Sabina-Poggio Mirteto e Parroco
di Farfa
Saluto istituzionale di Roberta Cuneo, Presidente Provincia di Rieti e Sindaco di Fara in Sabina

Partecipano:
Claudio Serafini, Direttore di Organic Cities Network Europe
Carlo Triarico, Presidente dell’Associazione per l’Agricoltura biodinamica
Valentina Carlà Campa, Associazione per l’Agricoltura biodinamica
Don Massimo Lapponi OSB, Sacerdote e Monaco benedettino di Farfa

Ore 17:00 – Incontro:
L’ambiente e la cura della comunità

Partecipano:
S.E. Rev.ma Monsignor Ignazio Sanna, Commissario Pontificio dell’Abbazia di Farfa
M.° Gianfranco Gentetsu TibertiResponsabile del Tempio Buddhista “Zen Italia Gorinkai” di Fara in Sabina

Prof. Umberto Massimiani, Presidente dell’Istituto di Studi Sabini

Ore 18:00 – “Peregrinantes”
Concerto dei Laudesi Farfensi che presentano un repertorio gregoriano e
laudario cortonese per voce e salterio a corde (cetra).
Direzione: Roberta Duranti, alla cetra Paola Rossi e Roberta Duranti

L’Abbazia di Farfa genera in noi delle sensazioni davvero uniche. La storia qui pare essersi arrestata e si respira al suo interno un’atmosfera senza tempo, capace di incantare il visitatore in cerca di pace, di cultura e spiritualità.

Livia Pomodoro

Gallery tappa Farfa

La seconda parte del pomeriggio del 25 ottobre è stata dedicata all’incontro “L’ambiente e la cura della comunità”, a cui hanno partecipano Mons. Ignazio Sanna; il M.° Gianfranco Gentetsu Tiberti, Responsabile del Tempio Buddhista “Zen Italia Gorinkai” di Fara in Sabina; e il Prof. Umberto Massimiani, Presidente dell’Istituto di Studi Sabini.

Dopo il saluto di Mons. Paolo Gilardi, Vicario Generale della Diocesi di Sabina-Poggio Mirteto e Parroco di Farfa, il quale ha evidenziato come “preservare l’ambiente in cui viviamo sia un obbligo per tutti quanti e fa parte della pedagogia della Chiesa e della Pastorale al servizio della comunità”, la premessa e il coordinamento dell’incontro sono toccati al Prof. Massimiani: “Ci siamo conosciuti con Sua Eccellenza Mons. Sanna circa cinquant’anni fa ed è un piacere ritrovarsi qui a Farfa. In fatto di ecologia e ambiente è d’obbligo ricordare sia Giovanni Paolo II, salito agli onori degli altari, sia ovviamente il Cantico delle Creature di San Francesco, di cui quest’anno decorrono gli ottocento anni dalla composizione. ‘Ambiente’ è una parola chiave anche per Farfa: basti ricordare che tra i simboli dell’Abbazia ci sono i tre cipressi…”.

Mons. Sanna ha ricordato il passo della Genesi, dove Dio dopo la creazione del primo uomo affida la terra ad Adamo con i tre compiti di abitarla, coltivarla e custodirla: “Il primo comandamento divino è di abitarla, il secondo di coltivarla rammentando però che essa non appartiene all’uomo ma a Dio, essendo Adamo solo il suo custode”.

Il Maestro Tiberti si è soffermato sulla filosofia zen giapponese, trovando spunti e analogie tra l’arte calligrafica orientale e i monaci amanuensi che trascrivevano e decoravano con raffinate miniature gli antichi codici. Ha infine sottolineato l’intensità e il valore del rapporto uomo e ambiente nel Cantico delle Creature francescano e negli haiku della tradizione nipponica, componimenti poetici di soli tre versi e con una struttura chiave di diciassette sillabe.

La giornata di sabato di è conclusa con il concerto “Peregrinantes” dei Laudesi Farfensi, che hanno presentato un repertorio gregoriano e laudario cortonese per voce e salterio a corde (cetra). Il coro è stato diretto da Roberta Duranti, che si è esibita alla cetra insieme a Paola Rossi. L’inno gregoriano di partenza è stato un’Ave Maria, i componimenti sacri sono stati inframmezzati da danze e pezzi strumentali come Clairté d’Etoiles, per concludere con un Tourdion del XVI secolo.

Domenica 26 ottobre, il team di In cammino è giunto a Genazzano, alle porte di Roma, dove è stato accolto nella Basilica Santuario della Madre del Buon consiglio dal Priore Padre Giovanni Gisondi OSA, che si è soffermato sulla storia miracolosa della icona mariana conservata nel Santuario e sulla visita di Papa Leone XIV non appena eletto al Soglio di Pietro.

Dalle ore 9:00 alle ore 13:00 – Seminario
Sala Schuster, Abbazia di Farfa
 Via del Monastero, 1 Farfa
Ambiente e Agricoltura biologica

Introduzione di Domenico Genovesi, Riserva Naturale Regionale, Nazzano Tevere

Intervengono:
Claudio Serafini, Direttore di Organic Cities Network Europe
Carlo Triarico, Presidente dell’Associazione per l’Agricoltura biodinamica
Valentina Carlà Campa, Associazione per l’Agricoltura biodinamica

Dalle ore 11:00 alle ore 11:30 – Pausa con visita guidata all’Abbazia

Ore 15:00 – Convegno
Sala Schuster
Coltivare i territori preservando l’ambiente.
La biosostenibilità come chiave di svolta per il futuro

Presiede Livia Pomodoro, titolare della Cattedra Unesco “Food Systems for Sustainable Development and Social Inclusion” presso l’Università Statale di Milano

Coordina Tonino Bettanini, Direttore di In cammino – Abbazie d’Europa
Saluti di S.E. Rev.ma Monsignor Ignazio Sanna, Commissario Pontificio dell’Abbazia di Farfa
e di Mons. Paolo Gilardi, Vicario Generale della Diocesi di Sabina-Poggio Mirteto e Parroco
di Farfa
Saluto istituzionale di Roberta Cuneo, Presidente Provincia di Rieti e Sindaco di Fara in Sabina

Partecipano:
Claudio Serafini, Direttore di Organic Cities Network Europe
Carlo Triarico, Presidente dell’Associazione per l’Agricoltura biodinamica
Valentina Carlà Campa, Associazione per l’Agricoltura biodinamica
Don Massimo Lapponi OSB, Sacerdote e Monaco benedettino di Farfa

Ore 17:00 – Incontro:
L’ambiente e la cura della comunità

Partecipano:
S.E. Rev.ma Monsignor Ignazio Sanna, Commissario Pontificio dell’Abbazia di Farfa
M.° Gianfranco Gentetsu TibertiResponsabile del Tempio Buddhista “Zen Italia Gorinkai” di Fara in Sabina

Prof. Umberto Massimiani, Presidente dell’Istituto di Studi Sabini

Ore 18:00 – “Peregrinantes”
Concerto dei Laudesi Farfensi che presentano un repertorio gregoriano e
laudario cortonese per voce e salterio a corde (cetra).
Direzione: Roberta Duranti, alla cetra Paola Rossi e Roberta Duranti